Vuoi salvare il cuore? Ecco la soluzione!

“La salute del cavo orale rispecchia pienamente la salute generale di una persona al punto tale che trascurandola si possono determinare danni importanti anche a livello sistemico”.

Ogni medico sa che la parodontopatia costituisce una patologia cronica di tipo infiammatorio, a causa della quale le gengive diventano arrossate, gonfie e sanguinanti. I denti, invece, tendono a scalzarsi, la loro mobilità subisce delle variazioni ed essi rischiano di cadere già a partire dai 30 anni di età.
I fattori scatenanti possono essere generali, sistemici, personali o ereditari, ma anche legati a lesioni causate da traumi ripetuti o da errate pratiche di igiene orale, nonché a malattie croniche e cattive abitudini igieniche o comportamentali.
“Il trattamento omeopatico, ci dice ancora il dr Canetta, deve sempre mirare a modificare in un paziente le condizioni biologico-funzionali di fondo, ossia quelle che favoriscono a livello del cavo orale i diversi processi patologici.
Importante è però non rimandare mai l‘intervento terapeutico odontoiatrico”.
Al contrario esso va intrapreso rapidamente proprio al fine di sanare a livello locale e con una terapia particolarmente accurata, tutti i micro processi infiammatori ai quali i tessuti possono andare incontro e che, per ragioni anche di carattere funzionale, necessitano, per essere sanati, dell’ausilio insostituibile e improcrastinabile di specifici e mirati interventi di micro-chirurgia specialistica.
Chirurgia odontostomatologia e medicina interna, quindi, in stretta correlazione tra di loro all’interno di una visione prettamente omeopatica personalizzata caso per caso.
Ecco, quindi, il titolo dell’articolo che qui di seguito riportiamo (Fonte: Salute Il Sole24Ore): Vuoi salvare il cuore? Vai dal dentista


Proprio così: i denti c’entrano col cuore e con l’intero stato di salute di un singolo paziente. Fatto da non sottovalutare mai.
Lo rivela, infatti, per alcuni aspetti, anche uno studio pubblicato su The FASEB Journal relativo allo studio coordinato da Mario Clerici, dell’Università degli Studi di Milano e Fondazione Don Gnocchi, e condotto da Stefania Piconi del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano.
Già da alcuni anni era stata ipotizzata una correlazione tra parodontopatia e sviluppo delle placche aterosclerotiche. Come responsabili erano stati identificati alcuni tipi di batteri che si annidano nelle gengive e da lì possono poi diffondere nel circolo sanguigno.
“La malattia parodontale è a tutti gli effetti una malattia infettiva. Esiste un germe, il porphyromonas gingivalis, che è stato documentato risiedere dentro le placche aterosclerotiche. Siamo quindi stati capaci di dimostrare che una patologia infettiva è capace di portare a un`infiammazione dell’endotelio, base dell’evoluzione verso la degenerazione aterosclerotica”
Il nuovo studio, condotto nella sua parte clinica presso l’Unità odontoiatrica dell’Ospedale Sacco di Milano su individui sani affetti da parodontopatia ha dato prova di come il trattamento odontoiatrico sia in grado di migliorare significativamente i fattori infiammatori e immunologici responsabili dello sviluppo della placca aterosclerotica. Di significato ancora più rilevante è l’osservazione che la terapia della parodontopatia è in grado di riportare alla normalità i valori di PCR e fibrinogeno, segni biochimici di infiammazione generale e riconosciuti indicatori di rischio cardiovascolare.
“Il dato di grande novità dello studio – afferma Clerici – è la visualizzazione, tramite ecodoppler, dell’effetto positivo della pulizia dei denti sullo spessore della parete più interna delle arterie, chiamata intima, con un suo dimezzamento. È la prima volta che abbiamo un’immagine fisica del prima e dopo la cura dentale, con la precisa evidenza del miglioramento della salute del sistema cardiovascolare. Ora sappiamo con certezza che la cura odontoiatrica non si limita a ridurre gli indici infiammatori, ma migliora lo stato del sistema arterioso ”.
Lo studio apre nuove frontiere nella prevenzione della malattia cardiovascolare: il semplice mantenimento di una corretta igiene orale, in grado di prevenire gengivopatie, fonti di presenza batterica, potrebbe essere sufficiente per ridurre il rischio di sviluppare la malattia aterosclerotica.

Fonte:http://salute24.ilsole24ore.com

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