L’apparecchio dentale per ritrovare il sorriso

 In Metodi e cure

Denti…il nostro specchio sul mondo!

Avere i “denti storti” costituisce imbarazzo e difficoltà relazionali nei bambini ed anche negli adulti. Può inoltre portare a serie problematiche sia per la dentatura stessa che per la cavità orale nel suo complesso. Per questi motivi è necessario ricorrere all’uso di un apparecchio dentale per raddrizzare e allineare i denti o risolvere problemi di malocclusione dentale (mancato allineamento delle due arcate dentali).

Esistono molte varietà di apparecchi, per questo cercheremo ora di fare chiarezza sulle varie tipologie disponibili e sulle loro principali differenze. Ricordiamoci però che solo l’odontoiatra, dopo una o più visite accurate, può stabilire se è necessario utilizzarlo e quale scegliere per risolvere al meglio le problematiche dello specifico paziente. Anche la durata del trattamento varia da paziente a paziente ed in generale può essere di pochi mesi come di parecchi anni.

Fisso o mobile?

Gli apparecchi dentali più conosciuti sono certamente due: apparecchio dentale fisso e mobile.

L’apparecchio fisso viene inserito dall’odontoiatra e solo lui lo può rimuovere. Dunque viene utilizzato quando è necessario un intervento continuativo. È composto da placchette in metallo o ceramica fissate ai denti ed unite tramite fili metallici o elastici.

L’apparecchio mobile, al contrario, è un apparecchio che il paziente può inserire e rimuovere autonomamente dai denti, senza il bisogno del dentista. Viene utilizzato per le problematiche che non necessitano di un intervento continuo ma solo di alcune ore nell’arco della giornata, per esempio soltanto di notte o solo per un numero di ore al giorno.

Si, ma che imbarazzo! ecco la soluzione.

Spesso portare un apparecchio dentale può essere una ulteriore fonte di imbarazzo, soprattutto quando risulta molto visibile. Per ovviare a questo ulteriore problema esistono alcune soluzioni alternative che però non sono applicabili a tutti i pazienti. L’apparecchio trasparente è un apparecchio mobile che, come dice il nome, è trasparente ma conferisce alla dentatura una patina lucida che risulta visibile. Il principale vantaggio di questa soluzione è che si realizza su misura per l’arcata dentale del paziente e non necessita di attacchi e fili metallici, riducendo tutti i fastidi legati agli apparecchi tradizionali. Un’altra alternativa è l’apparecchio linguale, una variante dell’apparecchio fisso che differisce dal tradizionale in quanto si inserisce nel lato interno dei denti, risultando completamente invisibile esternamente.

Tra le soluzioni più invasive e meno tollerate dai pazienti, occorre poi ricordare l’apparecchio dentale con trazione extra-orale, detto anche baffo. Questo è costituito da un apparecchio fisso e un arco esterno alla bocca collegato ad una fascia elastica che gira attorno a testa e collo. Sebbene risulti molto scomodo e fastidioso, esso è molto efficace per risolvere problematiche gravi senza ricorrere all’estrazione dentale o altri interventi chirurgici.

Infine, un altro dispositivo diffuso in ortodonzia è l’espansore palatale, che presenta una funzione differente rispetto ai precedenti. Come suggerisce il nome, serve per correggere un deficit della mascella chiamato “palato stretto”. Si utilizza su pazienti in crescita, quando la maturità scheletrica non è ancora raggiunta.

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