Inclusione dentale: cause

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E’ molto importante saper riconoscere la presenza di un’inclusione dentale, le cause e il corretto trattamento da eseguire il prima possibile per evitare conseguenze spiacevoli. Le cause di questo fenomeno vanno ricercate sia in problemi di ordine locale sia in problemi di ordine generale.

Cause locali dell’inclusione dentale

  • Permanenza del dente deciduo anchilosato:è una situazione che determina l’inclusione del permanente corrispondente. Sono in particolare i canini superiori decidui e i secondi molari che vanno incontro maggiormente ad anchilosi.
  • Presenza di odontomi o denti soprannumerari:
    rappresenta un ostacolo alla crescita e all’eruzione dentaria soprattutto degli incisivi centrali superiori, dei premolari superiori e dei terzi molari.
  • Malposizioni:i denti più colpiti sono i canini superiori e i terzi molari inferiori.
  • Traumi diretti e/o indiretti:
    causano un blocco dell’eruzione del permanente soprattutto agli incisivi superiori.
  • Problemi di spazio:
    i denti che ne sono maggiormente interessati sono i terzi molari inferiori e i canini superiori.
  • Sindromi malformative genetiche:ad esempio la disostosi cleido-cranica, anomalie craniche, anomalie della pelvi, ecc.
  • Evoluzioni filogenetiche: si è assistito ad una riduzione delle dimensioni delle ossa della faccia , in particolar modo della mandibola e della mascella superiore. Questo iposviluppo ha interessato solo le ossa e non i denti. Questi , avendo mantenuto le loro dimensioni e il loro numero, si trovano quindi in una situazione di mancanza di spazio nel momento dell’eruzione.
  • Patologie orali specifiche: cisti, neoplasie e fattori intrinseci dentari

Trattamenti

Il medico deve valutare ogni singola causa e agire di conseguenza in base alla gravità del disturbo e delle possibili conseguenze. E’ possibile agire con diversi approcci terapeutici in base alla classificazione delle inclusioni dentali. Tra questi si possono scegliere i seguenti trattamenti:

  • Non intervento e follow-up: questo è possibile solo in assenza di un’evoluzione o in presenza di un’evoluzione sfavorevole in totale assenza di sintomi. Si rendono quindi necessari periodici controlli clinici e radiografici per rivalutare nel tempo la situazione e intervenire in caso di necessità.
  • Estrazione del dente deciduo: questa è consigliata quando la mancata esfogliazione del dente deciduo si associ ad un ritardo di eruzione dell’elemento corrispondente. L’estrazione del deciduo deve in genere essere programmata in modo tale da anticipare di più di un anno il periodo di eruzione fisiologica del permanente.
  • Trattamento ortodontico: riguarda manovre ortodontiche preventive per l’incremento dello spazio che permettano di agevolare l’eruzione del dente.
  • Avulsione: quando il dente non è funzionalmente importante non crea problemi. Si tratta cioè dell’estrazione ed è tipico dei terzi molari inclusi.

Poiché i quadri clinici e prognostici e quindi l’approccio terapeutico variano in base all’elemento dentario coinvolto, le opzioni terapeutiche scelte devono tener conto dei diversi elementi dentari inclusi e tenere in considerazione l’età del paziente. Ogni dente infatti necessita di trattamenti specifici che il dentista saprà scegliere accuratamente.

 

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